
Quanto tempo abbiamo per restare svegli in questa notte?
Quanto tempo ci resta per stare insieme?
Stretti come fossimo un misto di carne e pensieri.
E quanto tempo avrò per rendermi conto che l'ho fatto ancora?
Il tempo di bruciarsi la lingua col caffè caldo. E stare lì. A sentirla bruciare.
Così quando decidi di lasciare le briglie, di non essere più teso, di lasciarti andare, ti accorgi forse che non dovevi farlo?
Forse non sono fatto così. Amo giocare, ma non amo farlo in modo sleale, confuso e ambiguo.
Mi premi sul petto, mi spacchi le costole.
E lo spremiagrumi ricomincia a frullare. E il cuore così lucido e rosso vivo si spacca a metà.
Resta lì ad osservarmi e lo vedo crudo. Come il cibo delle mandorle. Lo vedi anche tu.
E mi domandi perché. Perché. Perché le distanze improvvise. Perché tutte le distanze improvvise.
Perché avevo deciso di aprire il petto. Però hai ricominciato a giocare di fare finta che fosse nascondino.
Ma il cuore si spacca facilmente. E forse è vero che l'amore dato a volte non torna più.
Così torno alla notte. Non mi vergogno della sua protezione, del suo respiro. Del suo profumo.
Sto bene.
http://www.youtube.com/watch?v=fxYq0oGFbR4
"Cammino Nella Notte" di Remo Anzovino





